fbpx
Fiumelatte, il fiume lungo 250 metri

Fiumelatte, il fiume lungo 250 metri

Fiumelatte è anche il nome del piccolo borgo, della frazione di Varenna, attraverso il quale scorre questo piccolo fiume. Questo corso d’acqua nasce misteriosamente da una grotta. La velocità con cui scorre crea un particolare effetto spumeggiante. La particolarità del Fiumelatte è dovuta alla regolare intermittenza con cui scorre ed esattamente dal 25 marzo, festa dell’Annunciazione, al 7 ottobre,  Madonna del Rosario e del patrono di Varenna. Per questo motivo viene chiamato il fiume delle due Madonne.

Anche Leonardo da Vinci fu molto incuriosito da questo corso d’acqua tanto da parlarne nel Codice Atlantico 

“È il Fiumelaccio, il quale cade da alto più che braccia 100 dalla vena donde nasce, a piombo sul lago, con inistimabile strepitio e romore”

Partendo dalla  frazione Fiumelatte  e seguendo il corso d’acqua sulla parte sinistra, si trova un sentiero in corrispondenza con la linea ferroviaria. Salendo sempre verso l’alto si raggiunge la grotta da dove nasce questo fiume.

Fiumelatte dista circa 30 Km dalla sede del Valsassina Country Festival

Burro di montagna

Burro di montagna

Conosciamoci un po’

Il Burro di montagna viene ricavato dalla iniziale scrematura del latte intero, per affioramento, a cui segue la cosiddetta zangolatura che altro non è che una agitazione meccanica della crema che porta questa a trasformarsi in burro.

Dove si trova | Il burro di montagna risulta oggi una produzione agricola di nicchia. Si produce soprattutto durante i periodi estivi quando gli allevatori sono in alpeggio con le mandrie. Le difficoltà nel trasporto e, soprattutto, nella conservazione del prodotto privo di additivi chimici, ne rende la produzione piuttosto limitata.

Come si distingue | Il colore del Burro di montagna varia dal bianco al giallo a seconda delle erbe presenti sui pascoli che, confluendo nella parte grassa del latte, definiscono oltre al colore anche l’aroma del burro che ne deriva. Si presenta di consistenza dura e asciutta al taglio, di forma e pezzatura variabile a seconda dello stampo utilizzato.

Segni particolari | Per poter essere definito burro, il prodotto deve avere un contenuto in grassi dell’82%. Il Burro di montagna, proprio per la sua tipicità legata al territorio di produzione, è privo di conservanti e quindi più salutare del burro che si trova normalmente in commercio.

In cucina | L’utilizzo del burro in cucina dipende anche dal suo aroma particolare, generato dallo sviluppo di microrganismi nella crema durante la lavorazione. E’ particolarmente indicato per piatti locali indiscutibilmente ghiotti e appetitosi, specialmente primi piatti, dolci come torte e biscotti e verdure a foglia verde da saltare in padella. Gli acidi grassi del burro hanno un basso punto di fusione; da un lato, questo favorisce la digeribilità dell’alimento crudo, dall’altro lo rende poco adatto alla preparazione di pietanze fritte.

Curiosità

Già nel 1891 il gastronomo Artusi Pellegrino nel suo famosissimo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” differenzia l’Italia in tre regioni: la regione del burro, dello strutto e dell’olio.”

La Ricetta Caviadini

Ingredienti: 1 chilo di farina bianca, 4 uova, 4 etti di zucchero, 4 etti di burro (oppure 2 etti di burro e 2 etti di strutto), mezza bustina di lievito, un pizzico di sale e vanillina. Ricetta: Mescolare la farina con lo zucchero e disporli a fontana su un piano. Aggiungere il sale, le uova e il burro. Amalgamare pian piano il tutto fino a ottenere un composto omogeneo. Lasciare riposare e successivamente ricavare dalla pasta delle strisce lunghe 5-6 centimetri, alte 4-5 millimetri e larghe 3-4 cm. Incidere le strisce con un coltello al fine di consentire alla pasta di allargarsi fino a ottenere la caratteristica forma a rombo o a nodo. Spennellare con il chiaro d’uovo e spolverare con zucchero a velo. Infornare i biscotti così preparati ad una temperatura di 200° per almeno venti minuti.

Lo sapevate? “Ol mes d’agost, al va giò ol söl e l’è frosck”. Il proverbio sta ad indicare il graduale accorciarsi delle ore di luce nelle giornate”

 

Per Gentile concessione della Comunità Montana della Valsassina

 

Comasira: il paese dove il sole sorge due volte

Comasira: il paese dove il sole sorge due volte

Situato in Valsassina, Comasira è un antico borgo ricco di storia.

Comasira è un piccolo borgo posto a quota inferiore rispetto a Vendrogno, sulle pendici del monte Muggio. L’origine di questa frazione viene fatta risalire al XIV secolo. L’assetto fortificato i portali ad arco e le forme architettoniche ne attribuiscono un fascino antico. Con tutta probabilità era crocevia per il passaggio di merci e persone tra la Valsasssina e il lago.

Si pensa che il nome derivi da,” Cà scùr o del Signùr” inteso come luogo lontano, isolato, non facilmente raggiungibile da uomo. I terreni che circondano Comasira  sono chiamati ronchi “Runc” Ogni ronco porta il nome della famiglia che ne è proprietaria.

Gioiellino da visitare, è sicuramente la chiesa dedicata a San Sebastiano, un oratorio risalente al XIV secolo che riporta in facciata un affresco cinquecentesco. All’interno sono presenti magnifici affreschi quattrocenteschi.

Sul sito dedicato a Comasira si parla del paese dove “il sole sorge due volte” questo perché nei mesi invernali il sole illumina il borgo sorgendo a sinistra dei pizzi di Parlasco per poi ricomparire a destra, quindi sorgendo due volte.

Come ogni piccolo paese non potevano certo mancare numerose leggende. Noi abbiamo scelto di raccontarvi quella del “la Stria“.

Narra la leggenda che a Comasira viveva una donna che tutti allontanavano e assolutamente non facevano avvicinare alle culle  dei neonati. Una volta riuscì ad avvicinare un piccolo bambino e gli avvolse un capello attorno al dito facendogli il malocchio e dal quel momento il piccolino cominciò a piangere disperatamente senza smettere più. I genitori, rintracciata la donna, la obbligarono a togliere il malocchio al bambino minacciandola, allora lei, rimasta sola davanti al neonato, cominciò a saltare da un lato all’altro della culla disegnando la croce e così liberò il piccolo dal maleficio.

A questo link tantissime informazioni e curiosità: comasira.wordpress.com

Il paese di Comasira dista dalla sede del Valsassina Country Festival circa 15 km.

Formaggio d’Alpe grasso

Formaggio d’Alpe grasso

Conosciamoci un po’

La tradizione vuole che questo formaggio a pasta cotta e ben stagionato, sia uno dei prodotti più tipici di tutti gli alti pascoli lombardi e che venga prodotto ancora con la stessa tecnica con la quale veniva prodotto un tempo.

Dove si trova | Come dice il nome stesso, il Formaggio d’Alpe grasso si trova facilmente nei caseifici d’alta quota dei territori della Comunità Montana.

Come si distingue | Di forma cilindrica e di peso notevole (dagli 8 ai 10 Kg), il Formaggio d’Alpe si ottiene solo da latte vaccino intero a cui si aggiunge il caglio.

Segni particolari  |Questo formaggio dal sapore deciso anche se non piccante, ha un retrogusto variabile a seconda della stagione e delle erbe spontanee che crescono sui pascoli e che vengono brucate dagli animali.

Proprietà nutrizionali  | Il gusto è molto saporito, ma non forte, spesso con profumo e retrogusto di erbe. È pertanto molto distinguibile da quello prodotto nel fondovalle dove l’alimentazione delle vacche è molto differente. Un modo per esaltarne il gusto senza coprirlo è quello di accompagnarlo ad un miele millefiori di montagna.

In cucina | Il Formaggio grasso d’alpe è un formaggio da tavola, che può essere consumato come antipasto, come secondo piatto o, in alternativa, come fine pasto. Da abbinare preferibilmente a vini rossi corposi.

Curiosità – Il Formaggio grasso d’alpe è un prodotto molto ricercato, perché le vacche sono alimentate esclusivamente al pascolo e il prodotto ne viene influenzato.

La Ricetta Crespelle al formaggio d’alpe grasso

Ingredienti per 6 persone: 75 g di farina di grano saraceno, 75 g di farina bianca, 100 g di cuore di spinaci, 2 uova, 1 tuorlo, 3 cucchiai di birra, 1 goccio di grappa, 150 g di latte, 50 g di panna, 200 g di formaggio d’alpe grasso, Parmigiano Reggiano, 100 g di burro d’alpe e salvia.

Ricetta: In una terrina mescolare con la frusta farina, uova, birra e latte sino a formare un composto omogeneo. Lasciar riposare per 30 minuti, poi usare l’impasto per preparare 12 crepes. Ammorbidire a bagnomaria il formaggio tagliato a dadini con la panna e gli spinaci. Ottenuta una fonduta, stenderla sulle crepes, arrotolarle e disporle in una pirofila da forno precedentemente imburrata. Spolverare con il Parmigiano grattugiato e mettere in forno preriscaldato a 180 gradi per 10 minuti. Cospargere di burro e salvia e servire.

Lo sapevate? “Fine settembre, ultima noce e prima castagna”. Detto popolare che invita a raccogliere le ultime noci entro fine mese e prepararsi per l’inizio della raccolta delle castagne.

Per gentile concessione della Comunità Montana della Valsassina

Premana: un antico paese dove si respirano tradizione e storia

Premana: un antico paese dove si respirano tradizione e storia

Tradizione e innovazione per un piccolo paese tutto da scoprire.

Situato alla fine della Valsassina (è l’ultimo comune), ai piedi del monte Legnanone, Premana è un piccolo paese legato alla tradizione della lavorazione del ferro, è, infatti, conosciuta in tutto il mondo per la produzione di forbici e coltelli.

Premana è anche la sede del Distretto delle forbici e degli articoli da taglio di Premana. 2.000 abitanti, 150 botteghe e 700 artigiani impiegati in questo mestiere.

La bellezza di Premana risiede anche nell’estetica, le case addossate l’una all’altra sono attraversate da piccoli vicoli, un agglomerato che trasmette l’idea di un caldo abbraccio. Varcare la soglia di questo paese significa fare un salto nel passato, tutto sembra si sia fermato al secolo scorso ma, come spesso accade, l’apparenza è ben diversa dalla realtà. I premanesi hanno accolto a piene mani il patrimonio artigianale tramandato di famiglia in famiglia, passato da mano in mano e da cuore a cuore e, pur restando ancorati alle loro tradizioni, sono stati capaci di innovarsi e stare al passo con i tempi.

Non tralasciamo il bellissimo paesaggio, perfetto per lunghe passeggiate immersi nella natura.

Una chicca imperdibile è sicuramente la manifestazione a carattere storico-culturale “Premana rivive l’antico” che si svolge ogni due anni, il secondo weekend del mese di ottobre. In questa due giorni, i visitatori hanno la possibilità di riscoprire i mestieri e le abitudini tipiche della prima metà ‘900, il tutto condito da gustose tappe enogastonomiche, racconti, canti popolari e feste.

Il Valsassina Country Festival è l’occasione perfetta per fare una tappa a Premana (circa a 20 Km dalla sede della manifestazione)

Morterone: il secondo comune italiano più piccolo per popolazione

Morterone: il secondo comune italiano più piccolo per popolazione

Situato ai piedi del Resegone, il comune di Morterone conta 34 abitanti.

Ha perso il primato di comune più piccolo nel 2017, superato da Moncenisio, un piccolo borgo piemontese, dove risiedono 30 persone.  La valle che lo accoglie è talmente isolata da prendere il nome di valle Remota. Ricco di boschi e sentieri è il luogo perfetto per trascorrere lunghe giornate all’insegna del più totale relax.

Le atmosfere di un tempo ormai passato aleggiano su tutto il paese attribuendogli un incredibile fascino. Si contano circa una dozzina di case per un territorio di circa 13 km quadrati. Un piccolo gioiello incastonato tra le valli.

Una chicca assoluta di questo comune è il Museo di Arte Contemporanea all’Aperto nato per volontà dell’Associazione Culturale Amici del Morterone. Opere di pittura e di scultura di artisti italiani e non sono esposte sotto il cielo del Morterone.

Il comune di Morterone dista circa 20 km dalla nostra sede. Il Valsassina Country Festival diventa un’occasione imperdibile per visitare questo bellissimo paesino.

 

Pin It on Pinterest