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Team Roping come un vero cowboy americano… al Valsassina Country Festival

Team Roping come un vero cowboy americano… al Valsassina Country Festival

Due parole per sapere cos’è il TEAM ROPING; ci spiega tutto CARLO RICCARDI proprietario del Cowboys’ Guest Ranch di VOGHERA:

Il Team Roping e’ una delle tante discipline di Equitazione Americana, nasce direttamente dal lavoro dei cowboys nelle grandi praterie dell’Ovest.
Negli spostamenti delle mandrie tra i pascoli delle grandi vallate l’esigenza di isolare o recuperare un vitello tra le centinaia della mandria, ha
portato alla nascita del lazo, una “corda” che permette di permette di prendere per le corna il vitello e poterlo cosi’ fermare ed isolare, per le eventuali medicazioni.

La voglia di sfida e competizione hanno poi sviluppato le prime gare fino ad arrivare alla disciplina sportiva, che nelle sue molteplici variazioni,
porta a competizioni con montepremi di centinaia di migliaia di dollari.

Il Team Roping in particolare e’ una gara a tempo, dove il Team è composto da due cowboys dai compiti ben precisi, il primo, chiamato Header, si occupa della presa al lazo della testa mentre il secondo, chiamato Heeler, si occupa della presa al lazo dei piedi, meglio se presi entrambi; l’obiettivo e’ immobilizzare il vitello con la presa.

La disciplina e’ molto tecnica ed i cavalli da roping sono cavalli al massimo livello; veloci e scattanti alla partenza, sulla breve distanza, ma ben addestrati per non farsi condizionare dai rumori delle gabbie; agili e sensibili ai comandi per essere pronti a qualsiasi variazione della traiettoria del vitello; con un cow-sense sviluppato per non avere paura dei vitelli ma anzi una voglia di inseguirli ed e’ per questo che un cavallo da roping difficilmente e’ di giovane eta’ e deve raccogliere tutte le doti delle varie discipline western, velocita’ agilita’ cow-sense a questo aggiungete le difficolta’ del cowboys che deve essere in grado di rimanere in sella al galoppo sfrenato, pronto a qualche spostamento improvviso, preparando il lazo e lanciandolo al momento giusto, al posto giusto, nel modo giusto …….. non facile davvero alcuni la chiamamo MAGIA.

Noi del Cowboys Guest Ranch siamo sempre stati una sede dove il Roping, nelle varie discipline, ha trovato la sua casa e si e’ sviluppato con addestramento cavalli e formazione cavalieri.
Fin dalla nostra nascita nel 1995 abbiamo disputato un vero e proprio campionato invernale dove si “sifdano” i migliori specialisti italiani; non numericamente elevato il numero dei partecipanti proprio per la difficoltà tecnica.

Infine non pensate che i vitelli siano maltrattati, tutti i ropers hanno il massimo rispetto per gli animali coinvolti ed usano tutti le attenzioni possibili per loro, in questa eterna sfida tra uomo e animale che nasce dalla naturale vita contadina di allevamento che ritrovate in tutte le discipline del Rodeo americano.

Contatti:
SIto web: http://www.cowboys.it/

 

Ken Carter una vita di rodeo con cavalli e tori !!

Ken Carter una vita di rodeo con cavalli e tori !!

Attendiamo con ansia l’arrivo di KEN CARTER, un vero “figo” da rodeo!!!

Il suo amore per il Bull riding, uno sport da rodeo che coinvolge un cavaliere e un toro, in questo caso meccanico,lo porta, con questa specialità unica nel suo genere, in tournèe in tutto il mondo.

Ken Carter in sella al suo fidato MISTER BULL allieta e coinvolge gli aspiranti rider, creando intorno a lui una sorta di emozionante competizione, dove le risate e le incitazioni eccheggiano.

Nei giorni del Valsassina Country Festival si potrà diventare rider provetti, senza tralasciare che la cavalcata è in totale sicurezza. Dunque vi aspettiamo numerosi così potrete sfidare amici e parenti in sella a questo splendido esemplare di toro meccanico!!

Da giovedì a domenica lo trovi scalpitante nella sua postazione, adulti e bambini, istruiti da Ken, potranno provare l’ebrezza di uno sport antico e coinvolgente, partecipa alle gare che gli organizzatori stanno preparando e senti un vero figo anche tu!!

Contatti:
La bellissima voce di Michelle Carter sotto le stelle del Valsassina Country Festival

La bellissima voce di Michelle Carter sotto le stelle del Valsassina Country Festival

Nata a Jesolo ma Musilense di adozione, Michela Carpenedo, in arte Michelle Carter, dimostra una propensione ed una grande passione per la musica fin da piccolissima.

Quando ti sei avvicinata alla musica?

Penso di essere nata con la musica nel cuore. All’età di 9 anni ho iniziato a partecipare ai primi concorsi canori che si tenevano vicino a casa. Nello stesso periodo mi sono avvicinata al pianoforte. Appena adolescente sono arrivati i primi ingaggi nei piano bar di Jesolo. La prima grande soddisfazione a 14 anni quando ho vinto una borsa di studio al CIM di Verona, grazie alla quale, ho avuto la possibilità di studiare canto con Anna Bacchia.

Nel corso degli anni hai sperimentato diversi generi musicali, quando hai deciso che la “tua musica” sarebbe stata quella country?

Quando una sera, dopo un rodeo che ero andata a vedere per curiosità, mi sono imbattuta in una serata country dove suonava una band veronese e lì mi si è aperto un mondo… quella musica, partendo dai brani che selezionava il dj a quelli suonati dalla band, mi è entrata nell’anima con quelle sonorità così particolari, date da strumenti come la pedal steel, il mandolino ed il dobro.

Cosa ti affascina del mondo country?

Da piccola avevo un cavallo, regalatomi da mio nonno, sono nata e cresciuta in campagna e sono sempre stata affascinata dal mondo americano in tutte le sue sfaccettature. Ma la parte musicale si è radicata in me in un modo così profondo e sincero che non ne potrei più fare a meno!

La music country in Italia è un genere di nicchia. Pensi sia possibile ampliarne i confini?

Io penso di sì! Da vent’anni a questa parte sono cambiate molte cose, in positivo ed in negativo, ma negli ultimi 10 anni il country in Italia ha subito una gran bella salita, grazie a persone che si mettono in gioco e danno il 100 % affinché questo avvenga

Se potessi collaborare con artista del passato chi sceglieresti?

Bella domanda. Mi piacerebbe duettare con Johnny Cash. E mi piacerebbe poter cucire i vestiti di scena di Elvis.

E con un artista odierno?

Credo che cantare un pezzo con Vince Gill sarebbe il massimo. Ma se mi proponessero di duettare con Keith Urban potrei morire.

Puoi parlarci dei prossimi progetti musicali?

Sto facendo qualche serata anche in acustico, in duo, con il mio storico chitarrista Giovanni ed inoltre sto preparando un trio con  Anchise Bolchi ed un altro musicista, dove proporremo un repertorio che spazia dal old country al bluegrass al country contemporaneo. Continuo a portare avanti il progetto “il viaggi di Michelle”. Inoltre mi sto dedicando a degli inediti, cosa che volevo fare già da molto tempo… forse ora è arrivato il momento!

A proposito del progetto “il viaggio di Michelle” ce ne vuoi parlare?

È un progetto un po’ fuori dagli schemi. Non è la solita band che prepara un repertorio fine a se stesso, ma è qualcosa di più. Un vero e proprio show, dove si racconta la storia di una ragazza, Michelle, per l’appunto e la narrazione è intervallata dall’esecuzione di brani musicali eseguiti da me e dalla mia band. Tutto questo per ripercorrere a grandi linee la storia della country music.

Sarai presente al Valsassina Country Festival, dove canterai l’inno americano prima del rodeo, cosa ti aspetti da questa manifestazione?

Sono emozionatissima al solo pensiero. Cantare l’inno americano, sapendo quanto significativo sia per gli americani, mi riempie di orgoglio e sono grata per questa bellissima opportunità. Inoltre farò da giudice durante il contest “Be Original – play your song” in programma nella giornata di sabato e che vedrà protagonisti musicisti con brani inediti. Saranno 3 giorni entusiasmanti e non vedo l’ora di rivedere vecchi amici e conoscere un sacco di gente nuova!

Stefano Baldon: adrenalina allo stato puro

Stefano Baldon: adrenalina allo stato puro

Al Valsassina Country Festival torna il mitico rodeo organizzato da 4S Ranch.

Uno dei titolari è Stefano Baldon. Abbiamo avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con questo grande campione di rodeo e sua moglie Sandrine Guidetti.

La nascita del rodeo si colloca verso la fine del XIX secolo. Al termine di una giornata lavorativa, al mercato del bestiame, i cowboy si davano ai festeggiamenti e tra un bicchiere di whisky e una birra si divertivano a montare cavalli selvaggi. Un passatempo goliardico che come spesso accade ha dato il via a un giro di scommesse tra i presenti, in breve tempo questa pratica ha assunto volumi importanti, tanto da convincere i cowboy a fare qualcosa per ufficializzare il tutto, da qui nacque la – Rodeo Cowboys Association- diventata poi, nel 1936, – Professional Rodeo Cowboys Association – (PRCA) ritenuta ancora oggi una lega professionistica tra le più grandi al mondo. Oggi il Rodeo è a tutti gli effetti uno sport ricco di spettacolo e di emozioni”.

Inizia così la nostra intervista a Stefano Baldon il grande campione italiano di rodeo. Tra le sue conquiste si annoverano: vari titoli italiani, diverse vittorie in Francia (due a cavallo, due sul toro e due All Around) e alcuni riconoscimenti su suolo americano. Stefano si è classificato quarto in uno dei dodici circuiti professionistici dell’American Professional Rodeo Association ed è stato il primo italiano a essere invitato al Cheyennes Frontier Day (il più antico rodeo al mondo). Chi meglio di lui può quindi parlarci di questa bellissima disciplina?

Prima domanda, chi è Stefano Baldon?

Un uomo di 45 anni che ha la fortuna di fare quello che ama. Nella mia vita precedente, quella prima dei rodei, ero un imprenditore edile. La passione per il cosiddetto “american style” scorre però nel mio DNA. (Stefano giocava anche a Football Ndr). Un giorno, correva l’anno il 1997, sono andato a vedere il mio primo rodeo al Cowboy’s Guest Ranch di Voghera ed è stato un colpo di fulmine. Alla fine della giornata era possibile iscriversi a un corso della durata di un weekend attraverso il quale poter verificare la compatibilità con questo sport. Mi sono iscritto la sera stessa. Nel 2000 la prima grande soddisfazione, il Campionato Italiano dove, ho vinto in tre discipline.

Ti ricordi il momento esatto in cui hai pensato di voler fare i rodei?

Come dicevo tra me e il rodeo è stato un colpo di fulmine. Il momento esatto è stato durante quella famosa giornata a Voghera. L’adrenalina scorreva a fiumi e dove c’è adrenalina c’è il mio cuore. All’epoca avevo 25 anni, oggi si inizia molto giovani già da 13/14 ani, questo dovuto al fatto che la promozione avviene in modo diverso e soprattutto si è passati dal considerare il rodeo da semplice spettacolo a vera e propria disciplina sportiva.

@ La Fete de la Ville de Caudebec Les Elbeuf (76) 30 Maggio 2015.

Come si arriva a gareggiare? C’è un percorso ben preciso?

“L’iniziazione” avviene nei vari ranch, dove si allevano animali da rodeo. Iniziazione non significa che una persona sia poi in grado di partecipare alle competizioni. Oggi, con la Federezione che stiamo creando, si frequenta la scuola base di un weekend seguiti da istruttori federali. In questi corsi s’imparano le basi della disciplina, come gestire l’animale, montare in gabbia senza farsi male e senza infastidire l’animale. Alla fine della due giorni, l’istruttore definisce se la persona è abile o meno per intraprendere questo sport e a quel punto ci si può iscrivere alle diverse competizioni.

Cosa consiglieresti ad un giovane che volesse avvicinarsi a questo mondo?

In Italia esistono due realtà, dove potersi appoggiare per iniziare: l’Italian Rodeo Cowboys Association con base a Basaluzzo in provincia Alessandria e la BM Cattle Company a Casteggio in provincia di Pavia. (Al Valsassina Country Festival oltre ai tori di Stefano parteciperanno al Rodeo anche due tori di quest’ultima realtà Ndr).

C’è un pò di confusione attorno al mito del rodeo, in molti lo percepiscono come, passami il termine, “sfruttamento” del toro. Vogliamo fare un pò di chiarezza?

In realtà è proprio l’opposto. Ogni volta ci tengo a precisare che il rodeo è una competizione con due atleti: il cowboy e il toro che gareggiano ad armi pari. Attorno al rodeo si sono creati dei falsi miti, alcuni veramente agghiaccianti. Uno tra i più diffusi è l’uso di una cinghia chiodata il cui scopo sarebbe di “incattivire” il toro, nulla di più falso. Chi parla di maltrattamenti dei tori sbaglia. Lascia che ti dica questo, così forse lo chiariamo, definitivamente: i tori sono la mia vita, lavorativamente parlando, secondo te come dovrei trattare qualcuno che mi dà da vivere? Comunque quando sollevano delle critiche in merito a questi temi, chiedo sempre di venire a trovarmi al mio Ranch in modo da poter toccare con mano come vivono i miei animali.

Tu abiti in Francia scelta lavorativa?

Diciamo che è una scelta che scaturisce da una serie di eventi. Nel gennaio 2010 stavo rientrando dagli Stati Uniti e mi hanno chiamato in Francia per progettare e gestire la costruzione di un’arena. In quel periodo ho conosciuto Sandrine Guidetti, mia moglie, e poco dopo abbiamo deciso di creare il nostro ranch. La Francia, poi, è il più grande paese d’Europa nell’allevamento e nell’addestramento di tori da rodeo. Basta pensare che il più grande rodeo europeo si disputa proprio qui, 5 giorni con un’affluenza di più di 35.000 persone con circa 40 monte al giorno.

Dimostrazione di Bull Riding a La Fete de la terre de Quettreville Sur Sienne (50) agosto 2014

Molti dei visitatori che parteciperanno alla manifestazione sono lontani dal mondo country. Ci racconti come si svolge un rodeo?

Il rodeo è un insieme di discipline. Quella che porteremo in scena al Valsassina Country Festival sarà una competizione di Bull Riding. Il cavaliere dovrà riuscire a stare in groppa al toro per 8 secondi che all’apparenza sembrano pochi ma lì sopra sono un’eternità. Il tutto sarà condito con incredibili spettacoli ma non voglio anticipare nulla. Posso solo dirvi che ne vale veramente la pena!

Stefano Baldon ha smesso di montare in Brasile nel 2011 a Barretos, il piu grande rodeo al mondo con un arena da 100.000 posti . Da allora si dedica anima e corpo all’allevamento, perché come ci tiene a sottolineare: “ora la sfida è diventare l’allevatore dei migliori tori d’Europa!

 

4S Ranch Stefano Baldon & Sandrine Guidetti

61550 Glos la Ferriére, Basse-Normandie, France

Tel. 06 45790838/02 33243004

www.4sranch.fr