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Nata a Jesolo ma Musilense di adozione, Michela Carpenedo, in arte Michelle Carter, dimostra una propensione ed una grande passione per la musica fin da piccolissima.

Quando ti sei avvicinata alla musica?

Penso di essere nata con la musica nel cuore. All’età di 9 anni ho iniziato a partecipare ai primi concorsi canori che si tenevano vicino a casa. Nello stesso periodo mi sono avvicinata al pianoforte. Appena adolescente sono arrivati i primi ingaggi nei piano bar di Jesolo. La prima grande soddisfazione a 14 anni quando ho vinto una borsa di studio al CIM di Verona, grazie alla quale, ho avuto la possibilità di studiare canto con Anna Bacchia.

Nel corso degli anni hai sperimentato diversi generi musicali, quando hai deciso che la “tua musica” sarebbe stata quella country?

Quando una sera, dopo un rodeo che ero andata a vedere per curiosità, mi sono imbattuta in una serata country dove suonava una band veronese e lì mi si è aperto un mondo… quella musica, partendo dai brani che selezionava il dj a quelli suonati dalla band, mi è entrata nell’anima con quelle sonorità così particolari, date da strumenti come la pedal steel, il mandolino ed il dobro.

Cosa ti affascina del mondo country?

Da piccola avevo un cavallo, regalatomi da mio nonno, sono nata e cresciuta in campagna e sono sempre stata affascinata dal mondo americano in tutte le sue sfaccettature. Ma la parte musicale si è radicata in me in un modo così profondo e sincero che non ne potrei più fare a meno!

La music country in Italia è un genere di nicchia. Pensi sia possibile ampliarne i confini?

Io penso di sì! Da vent’anni a questa parte sono cambiate molte cose, in positivo ed in negativo, ma negli ultimi 10 anni il country in Italia ha subito una gran bella salita, grazie a persone che si mettono in gioco e danno il 100 % affinché questo avvenga

Se potessi collaborare con artista del passato chi sceglieresti?

Bella domanda. Mi piacerebbe duettare con Johnny Cash. E mi piacerebbe poter cucire i vestiti di scena di Elvis.

E con un artista odierno?

Credo che cantare un pezzo con Vince Gill sarebbe il massimo. Ma se mi proponessero di duettare con Keith Urban potrei morire.

Puoi parlarci dei prossimi progetti musicali?

Sto facendo qualche serata anche in acustico, in duo, con il mio storico chitarrista Giovanni ed inoltre sto preparando un trio con  Anchise Bolchi ed un altro musicista, dove proporremo un repertorio che spazia dal old country al bluegrass al country contemporaneo. Continuo a portare avanti il progetto “il viaggi di Michelle”. Inoltre mi sto dedicando a degli inediti, cosa che volevo fare già da molto tempo… forse ora è arrivato il momento!

A proposito del progetto “il viaggio di Michelle” ce ne vuoi parlare?

È un progetto un po’ fuori dagli schemi. Non è la solita band che prepara un repertorio fine a se stesso, ma è qualcosa di più. Un vero e proprio show, dove si racconta la storia di una ragazza, Michelle, per l’appunto e la narrazione è intervallata dall’esecuzione di brani musicali eseguiti da me e dalla mia band. Tutto questo per ripercorrere a grandi linee la storia della country music.

Sarai presente al Valsassina Country Festival, dove canterai l’inno americano prima del rodeo, cosa ti aspetti da questa manifestazione?

Sono emozionatissima al solo pensiero. Cantare l’inno americano, sapendo quanto significativo sia per gli americani, mi riempie di orgoglio e sono grata per questa bellissima opportunità. Inoltre farò da giudice durante il contest “Be Original – play your song” in programma nella giornata di sabato e che vedrà protagonisti musicisti con brani inediti. Saranno 3 giorni entusiasmanti e non vedo l’ora di rivedere vecchi amici e conoscere un sacco di gente nuova!