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Chiedimi di mostrarti poesia in movimento, e ti mostrerò un cavallo. [Ben Jonson]

Navigando sul web ci sono tantissime informazioni su Drew Mischianti, ma devo essere onesta, nulla mi ha colpito di più del testo che ho letto sul suo sito dove, Drew parla del legame con i suoi cavalli. Una dichiarazione d’amore, una vera poesia all’interno della quale traspaiono emozione, passione e senso di libertà. Mi sembra corretto parlare d’Amore con la “A” maiuscola. Quello vero basato sul rispetto e sulla fiducia. A molti suonerà strano ma i pochi che hanno avuto il privilegio di scoprire anche questa forma di sentimento, quella che lega un essere umano a un animale, del tutto disinteressata, potranno capire.

Drew quando ti sei avvicinato ai cavalli. Quando hai deciso di eleggerli come compagni di una bellissima avventura qual è la vita?

Da sempre. La mia famiglia si occupa di cavalli sin dalla notte dei tempi (alcune tracce si trovano già nel medioevo). Sono quindi nato e cresciuto insieme con loro. A quattro anni, mentre gli altri bambini iniziavano ad andare sulle prime biciclettine, io montavo già il mio pony. Sono salito in sella a un cavallo prima di iniziare a camminare. Ero predestinato a intraprendere questa professione è parte del mio DNA. Non ho mai avuto dubbi del fatto che i cavalli avrebbero fatto per sempre parte della mia vita. Mia nonna era solita dire: “l’amore per la campagna si succhia con il latte.”

C’è una parte del testo che mi ha veramente colpito ed è quando parli del traguardo di una competizione dicendo “io e il mio cavallo siamo in gara per fare del nostro meglio, l’obiettivo per me non è vincere ma arrivare a esprimerci insieme con gioia, come in una danza.” Un pensiero controcorrente in un mondo dominato dalla competizione non credi?

Uno dei miei difetti è il non essere assolutamente competitivo. Il termine “competizione” non rientra proprio nel mio vocabolario. Considero la gara un momento ludico da condividere con il mio cavallo, tant’è che abbiamo coniato il termine “non gara”. Le nostre non gare sono incontri tra amici dove, a noi piace giocare insieme senza agonismo, agonia, angoscia. Mi considero un Cavaliere che si bea di stare in sella al suo cavallo per il puro gusto di esserci non uno sportivo. Per me l’equitazione è una forma d’arte. Il cavallo non è uno strumento per raggiungere un fine ma il mezzo attraverso il quale esprimere appieno questa forma artistica, grazie alla sua bellezza, eleganza e fierezza. In campo il mio obiettivo è fare del mio meglio assicurandomi di mantenere mentalmente e fisicamente integro il mio compagno di avventura. Se vinciamo, seguendo le mie regole, ovviamente ne sono felice ma se vincere, significa mettere a rischio l’incolumità del mio cavallo, ho già perso in partenza.

Drew Mischianti & SR Baywood, durante una giornata di lavoro invernale

Un’altra parola che ricorre spesso nella tua descrizione è Libertà. Cos’è per te la Libertà?

È la possibilità di un uomo e di una donna di vivere un proprio stile di vita senza impedimenti da parte di altre persone che non conoscono gli argomenti di cui si parla, vivendo ovviamente sempre nel rispetto delle regole. Libertà e rispetto sono due parole che camminano a braccetto. Ti faccio un esempio pratico. In campagna vigono delle leggi e dei regolamenti che sono stati decisi a tavolino da persone che in campagna forse non hanno mai messo piede nella loro vita. Ecco a volte capita che prendano decisioni senza realmente conoscere le tematiche legate al nostro mondo e questo chiaramente penalizza il nostro lavoro.

Qual è stato il tuo percorso professionale?

Ho studiato e lavorato molto e ho avuto la fortuna di incontrare sul mio cammino dei grandi Maestri. Ho sempre puntato all’eccellenza, ho fatto della qualità uno stile di vita. Ho lavorato in diversi ranch americani. Diciamo che il mio percorso professionale può essere sintetizzato in poche parole: lavorare sodo con grande umiltà e tanta fame di imparare.

Come si svolge una giornata al tuo ranch?

La sveglia è all’alba. L’intera giornata passa tra la cura del bestiame, assicurarsi che tutto sia in ordine, aggiustare quello che c’è da aggiustare e fidatevi, in un ranch c’è sempre qualcosa che ha bisogno di un intervento di riparazione. È una vita molto semplice, dove l’impegno fisico è sicuramente tanto. La cosa positiva è che la sera si è talmente stanchi da non avere il tempo di perdersi in pensieri inutili.

Drew Mischianti impegnato in un raduno di bestiame. Crooked Creek Ranch, Jordan Valley, Oregon

A noi, “lavoratori da scrivania”, il tuo sembra un lavoro da favola. Sono certa che nella realtà ci sono, come in ogni professione, i pro e i contro. Quali sono?

I pro sicuramente li troviamo nella possibilità di lavorare all’aria aperta, il nostro ufficio non ha muri. Il contatto con la natura e gli animali sono un toccasana per lo spirito e non esistono orari prestabiliti. I contro sono un po’ l’altra parte della medaglia dei pro. La natura per quanto bella possa essere, è comunque fatta di estremi: che ci sia un caldo torrido o un freddo polare, che ci sia la pioggia o la neve non ha nessuna importanza il lavoro non può essere fermato. Non esiste “l’idillio bucolico”, così come non esistono le festività. Per la terra e gli animali la domenica, il Natale e altre feste comandate sono giorni come tutti gli altri. È una vita sicuramente molto affascinante e bella per chi come me ha scelto di fare questo lavoro ma non è adatta a tutti, un po’ come per tutte le professioni solo che questa è un po’ più particolare dato che richiede un impegno 365 giorni l’anno 24 su 24.

Professionalmente parlando qual è stata la tua più grande delusione e la più grande soddisfazione?

Grandi delusioni professionali fortunatamente a oggi non ne ho mai avute. La più grande soddisfazione l’ho ottenuta, con Natalia (Estrada Ndr), da Buck Brannaman uno dei più grandi Cavalieri e filosofo dei cavalli (ha ispirato a Nicholas Evans il romanzo da cui è stato tratto il film di Robert Redford “L’uomo che sussurrava ai cavalli”) il quale ci ha eletto rappresentati europei per la sua scuola di equitazione. Il suo metodo è all’apparenza molto semplice: comunicare, stabile un rapporto e raggiungere l’armonia con il cavallo senza costrizioni.

Che consiglio daresti a un/a giovane che volesse intraprendere questa strada?

Consiglierei loro di non perdere tempo e iniziare presto, di lavorare duro, pianificare bene e non arrendersi mai, di seguire dei grandi Maestri e di stare il più lontano possibile dai dilettanti. Non fidatevi di chi gestisce questa professione come hobby ma solo di chi ha veramente le competenze necessarie per insegnarvi. Non credere mai di essere arrivati, io dopo tanti anni mi considero ancora uno studente!

Al Valsassina Country Festival sarai presente con la Ranch Academy ci spieghi meglio di cosa si tratta?

Terremo diversi workshop dedicati ai cavalli da lavoro americano. Dall’approccio iniziale all’addestramento. Attraverso questi incontri vorremmo divulgare il buon Equitare, le tradizioni e l’amore per i cavalli.

 

Natalia & Drew, Johnson Ranch, Jardine, Montana

Natalia & Drew, Johnson Ranch, Jardine, Montana

Alla fine della telefonata quello che ho ben chiaro nella mia testa è che Drew e Natalia sono due persone per le quali vige un grande rispetto per la tradizione rurale e per il lavoro. Due personalità dove si addensano sapere e abilità, pronti a trasmetterli a coloro le cui menti e cuori sono pronti ad accoglierli.

 

Per informazioni:

Ranch Academy | www.ranch-academy.com

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