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Parlasco, un museo a cielo aperto

Parlasco, un museo a cielo aperto

La storia del famoso bandito Lasco colora il borgo di Parlasco

Parlasco è uno dei comuni più piccoli d’Italia. Conta circa 150 abitanti. Situato nell’alta Valsassina, il territorio di Parlasco si estende dal fiume Pioverna fino alle pendici del Sasso Mattolino e al Passo d’Agueglio.

Nel 2007, in questo piccolo borgo sono stati realizzati diversi affreschi che narrano le vicende del bandito Lasco, famoso in tutta la Valsassina. Nato dalla rielaborazione dello scritto “ Lasco di Valsassina” (di Amatore Mastalli di Cortenova) ad opera di Antonio Balbiani da Bellano il quale pubblicò “Lasco il Bandito della Valsassina”, il personaggio di Lasco è entrato a far parte a tutti gli effetti della tradizione di questo territorio.

La storia narra del conte Siffredo Falsandri, signore della rocca di Marmoro, che di giorno vestiva i panni del signore caritatevole verso gli abitanti del borgo e di notte si trasformava nel bandito di Lasco per derubare e commettere crimini accompagnato dai suoi bravi.

Oggi quei fatti e quei personaggi sono stati tradotti in affreschi che colorano il paesino di Parlasco trasformatosi in un bellissimo museo a cielo aperto. Si pensa che il nome stesso ParLasco derivi da Per lasco poiché è proprio in questa località che probabilmente fu eretta la fosca per questo bandito.

Parlasco dista circa 15 Km dalla sede del Valsassina Country Festival.

Pista ciclabile della Valsassina

Pista ciclabile della Valsassina

Ma dove vai bellezza in bicicletta, così di fretta pedalando con ardor… [Marchesi – D’Anzi 1950]

La pista ciclabile della Valsassina è lunga 13 km e si snoda lungo tutto il fondovalle. Immersa nella natura si sviluppa lungo il corso del torrente Pioverna in un percorso per lo più pianeggiante. Lontana dalla strada ed interamente asfaltata è adatta a tutti, grandi e piccini. Lungo la pista trovano spazio anche piccoli chioschi e aree ristoro. Il punto di partenza è a Barzio, in prossimità della sede della Comunità Montana, luogo che ospiterà la nostra manifestazione.

Quindi perché non venire attrezzati di bicicletta così tra un rodeo, una fattoria didattica e un ballo potrete salire in sella alla scoperta del nostro territorio.

Il folletto di Introbio

Il folletto di Introbio

Chi era in folletto di Introbio?

La leggenda narra della presenza di uno strano folletto di Introbio e precisamente nella Torre che si trova lungo la strada verso la Val Gerola.

Ai tempi che furono (siamo nella metà del 1800) in quel luogo trovava dimora la farmacia della famiglia Rossi. Questa famiglia ospitò per un breve periodo un signore di Lecco arrivato in Valsassina per curare la propria cagionevole salute, anche se il sospetto era quella che fosse in fuga dalle autorità austriache. Dall’arrivo di quest’uomo iniziarono succedere cose strane. Una mattina di settembre l’ospite trovò tutti i suoi indumenti fatti in mille piccoli pezzettini. Il fatto si ripeté diverse volte e non solo sugli indumenti di questo signore ma su tutti quelli che dimorano in casa o semplicemente passavano in visita. Don Giovanni Battista Acquistapace si trovò di fronte a un caso molto intricato e allertò Curia che poco riuscì a scoprire, sennonché il fatto accadeva sempre in concomitanza con la presenza in casa di un giovinetto.

Lo strano fenomeno durò fino al 1849 e la leggenda, tramandata da generazione in generazione, parla di un misterioso folletto dispettoso, conosciuto da tutti come il Folleto di Introbio che costò alla famiglia Rossi £ 600 in abiti e drappi.

Fonti

Eco Museo delle Grigne

L’Adda di Pietro Pensa