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Stefano Baldon: adrenalina allo stato puro

Stefano Baldon: adrenalina allo stato puro

Al Valsassina Country Festival torna il mitico rodeo organizzato da 4S Ranch.

Uno dei titolari è Stefano Baldon. Abbiamo avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con questo grande campione di rodeo e sua moglie Sandrine Guidetti.

La nascita del rodeo si colloca verso la fine del XIX secolo. Al termine di una giornata lavorativa, al mercato del bestiame, i cowboy si davano ai festeggiamenti e tra un bicchiere di whisky e una birra si divertivano a montare cavalli selvaggi. Un passatempo goliardico che come spesso accade ha dato il via a un giro di scommesse tra i presenti, in breve tempo questa pratica ha assunto volumi importanti, tanto da convincere i cowboy a fare qualcosa per ufficializzare il tutto, da qui nacque la – Rodeo Cowboys Association- diventata poi, nel 1936, – Professional Rodeo Cowboys Association – (PRCA) ritenuta ancora oggi una lega professionistica tra le più grandi al mondo. Oggi il Rodeo è a tutti gli effetti uno sport ricco di spettacolo e di emozioni”.

Inizia così la nostra intervista a Stefano Baldon il grande campione italiano di rodeo. Tra le sue conquiste si annoverano: vari titoli italiani, diverse vittorie in Francia (due a cavallo, due sul toro e due All Around) e alcuni riconoscimenti su suolo americano. Stefano si è classificato quarto in uno dei dodici circuiti professionistici dell’American Professional Rodeo Association ed è stato il primo italiano a essere invitato al Cheyennes Frontier Day (il più antico rodeo al mondo). Chi meglio di lui può quindi parlarci di questa bellissima disciplina?

Prima domanda, chi è Stefano Baldon?

Un uomo di 45 anni che ha la fortuna di fare quello che ama. Nella mia vita precedente, quella prima dei rodei, ero un imprenditore edile. La passione per il cosiddetto “american style” scorre però nel mio DNA. (Stefano giocava anche a Football Ndr). Un giorno, correva l’anno il 1997, sono andato a vedere il mio primo rodeo al Cowboy’s Guest Ranch di Voghera ed è stato un colpo di fulmine. Alla fine della giornata era possibile iscriversi a un corso della durata di un weekend attraverso il quale poter verificare la compatibilità con questo sport. Mi sono iscritto la sera stessa. Nel 2000 la prima grande soddisfazione, il Campionato Italiano dove, ho vinto in tre discipline.

Ti ricordi il momento esatto in cui hai pensato di voler fare i rodei?

Come dicevo tra me e il rodeo è stato un colpo di fulmine. Il momento esatto è stato durante quella famosa giornata a Voghera. L’adrenalina scorreva a fiumi e dove c’è adrenalina c’è il mio cuore. All’epoca avevo 25 anni, oggi si inizia molto giovani già da 13/14 ani, questo dovuto al fatto che la promozione avviene in modo diverso e soprattutto si è passati dal considerare il rodeo da semplice spettacolo a vera e propria disciplina sportiva.

@ La Fete de la Ville de Caudebec Les Elbeuf (76) 30 Maggio 2015.

Come si arriva a gareggiare? C’è un percorso ben preciso?

“L’iniziazione” avviene nei vari ranch, dove si allevano animali da rodeo. Iniziazione non significa che una persona sia poi in grado di partecipare alle competizioni. Oggi, con la Federezione che stiamo creando, si frequenta la scuola base di un weekend seguiti da istruttori federali. In questi corsi s’imparano le basi della disciplina, come gestire l’animale, montare in gabbia senza farsi male e senza infastidire l’animale. Alla fine della due giorni, l’istruttore definisce se la persona è abile o meno per intraprendere questo sport e a quel punto ci si può iscrivere alle diverse competizioni.

Cosa consiglieresti ad un giovane che volesse avvicinarsi a questo mondo?

In Italia esistono due realtà, dove potersi appoggiare per iniziare: l’Italian Rodeo Cowboys Association con base a Basaluzzo in provincia Alessandria e la BM Cattle Company a Casteggio in provincia di Pavia. (Al Valsassina Country Festival oltre ai tori di Stefano parteciperanno al Rodeo anche due tori di quest’ultima realtà Ndr).

C’è un pò di confusione attorno al mito del rodeo, in molti lo percepiscono come, passami il termine, “sfruttamento” del toro. Vogliamo fare un pò di chiarezza?

In realtà è proprio l’opposto. Ogni volta ci tengo a precisare che il rodeo è una competizione con due atleti: il cowboy e il toro che gareggiano ad armi pari. Attorno al rodeo si sono creati dei falsi miti, alcuni veramente agghiaccianti. Uno tra i più diffusi è l’uso di una cinghia chiodata il cui scopo sarebbe di “incattivire” il toro, nulla di più falso. Chi parla di maltrattamenti dei tori sbaglia. Lascia che ti dica questo, così forse lo chiariamo, definitivamente: i tori sono la mia vita, lavorativamente parlando, secondo te come dovrei trattare qualcuno che mi dà da vivere? Comunque quando sollevano delle critiche in merito a questi temi, chiedo sempre di venire a trovarmi al mio Ranch in modo da poter toccare con mano come vivono i miei animali.

Tu abiti in Francia scelta lavorativa?

Diciamo che è una scelta che scaturisce da una serie di eventi. Nel gennaio 2010 stavo rientrando dagli Stati Uniti e mi hanno chiamato in Francia per progettare e gestire la costruzione di un’arena. In quel periodo ho conosciuto Sandrine Guidetti, mia moglie, e poco dopo abbiamo deciso di creare il nostro ranch. La Francia, poi, è il più grande paese d’Europa nell’allevamento e nell’addestramento di tori da rodeo. Basta pensare che il più grande rodeo europeo si disputa proprio qui, 5 giorni con un’affluenza di più di 35.000 persone con circa 40 monte al giorno.

Dimostrazione di Bull Riding a La Fete de la terre de Quettreville Sur Sienne (50) agosto 2014

Molti dei visitatori che parteciperanno alla manifestazione sono lontani dal mondo country. Ci racconti come si svolge un rodeo?

Il rodeo è un insieme di discipline. Quella che porteremo in scena al Valsassina Country Festival sarà una competizione di Bull Riding. Il cavaliere dovrà riuscire a stare in groppa al toro per 8 secondi che all’apparenza sembrano pochi ma lì sopra sono un’eternità. Il tutto sarà condito con incredibili spettacoli ma non voglio anticipare nulla. Posso solo dirvi che ne vale veramente la pena!

Stefano Baldon ha smesso di montare in Brasile nel 2011 a Barretos, il piu grande rodeo al mondo con un arena da 100.000 posti . Da allora si dedica anima e corpo all’allevamento, perché come ci tiene a sottolineare: “ora la sfida è diventare l’allevatore dei migliori tori d’Europa!

 

4S Ranch Stefano Baldon & Sandrine Guidetti

61550 Glos la Ferriére, Basse-Normandie, France

Tel. 06 45790838/02 33243004

www.4sranch.fr

Formaggio d’Alpe grasso

Formaggio d’Alpe grasso

Conosciamoci un po’

La tradizione vuole che questo formaggio a pasta cotta e ben stagionato, sia uno dei prodotti più tipici di tutti gli alti pascoli lombardi e che venga prodotto ancora con la stessa tecnica con la quale veniva prodotto un tempo.

Dove si trova | Come dice il nome stesso, il Formaggio d’Alpe grasso si trova facilmente nei caseifici d’alta quota dei territori della Comunità Montana.

Come si distingue | Di forma cilindrica e di peso notevole (dagli 8 ai 10 Kg), il Formaggio d’Alpe si ottiene solo da latte vaccino intero a cui si aggiunge il caglio.

Segni particolari  |Questo formaggio dal sapore deciso anche se non piccante, ha un retrogusto variabile a seconda della stagione e delle erbe spontanee che crescono sui pascoli e che vengono brucate dagli animali.

Proprietà nutrizionali  | Il gusto è molto saporito, ma non forte, spesso con profumo e retrogusto di erbe. È pertanto molto distinguibile da quello prodotto nel fondovalle dove l’alimentazione delle vacche è molto differente. Un modo per esaltarne il gusto senza coprirlo è quello di accompagnarlo ad un miele millefiori di montagna.

In cucina | Il Formaggio grasso d’alpe è un formaggio da tavola, che può essere consumato come antipasto, come secondo piatto o, in alternativa, come fine pasto. Da abbinare preferibilmente a vini rossi corposi.

Curiosità – Il Formaggio grasso d’alpe è un prodotto molto ricercato, perché le vacche sono alimentate esclusivamente al pascolo e il prodotto ne viene influenzato.

La Ricetta Crespelle al formaggio d’alpe grasso

Ingredienti per 6 persone: 75 g di farina di grano saraceno, 75 g di farina bianca, 100 g di cuore di spinaci, 2 uova, 1 tuorlo, 3 cucchiai di birra, 1 goccio di grappa, 150 g di latte, 50 g di panna, 200 g di formaggio d’alpe grasso, Parmigiano Reggiano, 100 g di burro d’alpe e salvia.

Ricetta: In una terrina mescolare con la frusta farina, uova, birra e latte sino a formare un composto omogeneo. Lasciar riposare per 30 minuti, poi usare l’impasto per preparare 12 crepes. Ammorbidire a bagnomaria il formaggio tagliato a dadini con la panna e gli spinaci. Ottenuta una fonduta, stenderla sulle crepes, arrotolarle e disporle in una pirofila da forno precedentemente imburrata. Spolverare con il Parmigiano grattugiato e mettere in forno preriscaldato a 180 gradi per 10 minuti. Cospargere di burro e salvia e servire.

Lo sapevate? “Fine settembre, ultima noce e prima castagna”. Detto popolare che invita a raccogliere le ultime noci entro fine mese e prepararsi per l’inizio della raccolta delle castagne.

Per gentile concessione della Comunità Montana della Valsassina

Premana: un antico paese dove si respirano tradizione e storia

Premana: un antico paese dove si respirano tradizione e storia

Tradizione e innovazione per un piccolo paese tutto da scoprire.

Situato alla fine della Valsassina (è l’ultimo comune), ai piedi del monte Legnanone, Premana è un piccolo paese legato alla tradizione della lavorazione del ferro, è, infatti, conosciuta in tutto il mondo per la produzione di forbici e coltelli.

Premana è anche la sede del Distretto delle forbici e degli articoli da taglio di Premana. 2.000 abitanti, 150 botteghe e 700 artigiani impiegati in questo mestiere.

La bellezza di Premana risiede anche nell’estetica, le case addossate l’una all’altra sono attraversate da piccoli vicoli, un agglomerato che trasmette l’idea di un caldo abbraccio. Varcare la soglia di questo paese significa fare un salto nel passato, tutto sembra si sia fermato al secolo scorso ma, come spesso accade, l’apparenza è ben diversa dalla realtà. I premanesi hanno accolto a piene mani il patrimonio artigianale tramandato di famiglia in famiglia, passato da mano in mano e da cuore a cuore e, pur restando ancorati alle loro tradizioni, sono stati capaci di innovarsi e stare al passo con i tempi.

Non tralasciamo il bellissimo paesaggio, perfetto per lunghe passeggiate immersi nella natura.

Una chicca imperdibile è sicuramente la manifestazione a carattere storico-culturale “Premana rivive l’antico” che si svolge ogni due anni, il secondo weekend del mese di ottobre. In questa due giorni, i visitatori hanno la possibilità di riscoprire i mestieri e le abitudini tipiche della prima metà ‘900, il tutto condito da gustose tappe enogastonomiche, racconti, canti popolari e feste.

Il Valsassina Country Festival è l’occasione perfetta per fare una tappa a Premana (circa a 20 Km dalla sede della manifestazione)

Le fattorie didattiche di Tecla Bertarini

Le fattorie didattiche di Tecla Bertarini

Un “ponte” di unione tra città e campagna in grado di veicolare conoscenze in merito all’ambiente agricolo, all’origine dei prodotti alimentari, alla vita degli animali.

Chi è Tecla Bertarini?

Da sempre vivo a Esino Lario, un paesino adagiato ai piedi della Grigna Settentrionale a circa 1000 mt di quota. Nonostante le scomodità la sera ci torno sempre… anche quando frequentavo l’università statale di Milano per laurearmi in scienze naturali… ciò comportava e comporta tuttora costanti levatacce e rientri in tarda serata. Sono cresciuta nell’azienda agricola dei miei nonni che avevano circa una ventina di vacche da latte e in quella dei miei genitori che invece allevano cavalli… aziende che, diversamente da quelle di fondo valle, hanno sempre dovuto fare i conti con ridotte estensioni di territorio pianeggiante e scarsità idrica. Sono laureata in scienze naturali… perché fin da piccola la natura mi ha sempre affascinata… e perché, il non plus ultra, sarebbe stato raccontarla attraverso documentari naturalistici… (un sogno nel cassetto!) Seguo i progetti di educazione ambientale per il Parco Regionale della Grigna Settentrionale e per la Comunità Montana Valsassina Valvarrone val d’Esino e Riviera e per l’associazione naturalistica BIOTEAM.

Fattoria didattica

Quando e perché hai deciso di dar vita alle fattorie didattiche?

Per creare un “ponte” di unione tra città e campagna in grado di veicolare conoscenze in merito all’ambiente agricolo, all’origine dei prodotti alimentari, alla vita degli animali e soprattutto all’importanza di far scoprire un “mestiere” spesso sottovalutato, quello dell’agricoltore. La frase che mi piace sempre ripetere è che: “non c’è cibo senza agricoltura”. Senza tralasciare il ruolo importante che l’agricoltura svolge nella conservazione del paesaggio. Ho iniziato con le fattorie didattiche circa 4 anni fa… e le richieste soprattutto da parte delle scuole stanno aumentando sempre di più…

Lavorazione del burro

Di che cosa si occupa una fattoria didattica e a chi si rivolge?

Organizzo fattorie didattiche itineranti rivolte a grandi e piccini (in occasione di manifestazioni locali e fiere) e fattoria didattica stanziale rivolta a scolaresche o gruppi organizzati (presso l’azienda agricola Valsecchi Celeste). Nell’abito delle fattorie didattiche itineranti, attraverso la collaborazione di diverse aziende agricole della zona, allestisco degli spazi per ospitare i tipici animali della fattoria e per effettuare dei “laboratori didattici flash” legati al mondo rurale (Gara di mungitura, laboratorio di caseificazione, laboratorio di burrificazione, laboratorio sensoriale e degustazioni). Invece le scolaresche o i gruppi organizzati, grazie alla fattoria didattica stanziale, possono per un giorno immergersi completamente in questa realtà. Una giornata tipo in fattoria stanziale permette di scoprire molti segreti della vita agreste. Si parte con un’introduzione riguardante i vari aspetti della vita agropastorale di “ieri” e di “oggi” e poi si passa alla visione e analisi di alcuni oggetti di uso quotidiano legati alla lavorazione del latte, alla coltivazione del terreno, al ciclo di lavorazione della canapa e all’utilizzo della lana. Un viaggio a 360° nel mondo rurale, alla scoperta del più antico modo d’uso del territorio e del prezioso contributo dell’agricoltura e dell’allevamento nella conservazione dell’ambiente. Ragazzi e famiglie visitano la stalle, osservando la gestione degli animali e il sistema di allevamento, sperimentano direttamente la mungitura, la lavorazione del burro e partecipano a tutte le fasi del processo di caseificazione.

Parlando del Valsassina Country Festival puoi darci qualche anticipazione sull’attività che svolgerà in tale occasione?

Senz’altro nell’ambito del Valsassina Country Festival non mancheranno tutti gli animali della fattoria: conigli, galline, tacchini, anatre, capre, pecore, pony, asini e cavalli… i veri protagonisti… poi ci sarà una vera e propria gara di mungitura a premi (con una vacca in vetroresina) e dimostrazioni di burrificazione e caseificazione.

 

Il parere della psicologa

Abbiamo chiesto alla Dottoressa Marlene Rota Stabelli, psicologa e psicoterapeuta che si occupa del benessere della relazione genitore- bambino un parere sulle Fattorie Didattiche.

La Fattoria Didattica è un’esperienza di apprendimento e crescita privilegiata per i nostri bambini.

E’ innanzitutto un’ esperienza multisensoriale che va a sollecitare contemporaneamente tutti i sensi dei bambino. Il bambino osserva nuovi paesaggi, animali, processi di allevamento, procedure di lavorazione dei prodotti della natura e contemporaneamente ne fa un’esperienza tattile, olfattiva e gustativa all’interno dei vari laboratori proposti. Il suo coinvolgimento diretto in queste molteplici attività lo rende protagonista dell’apprendimento di questo sapere antico e moderno allo stesso tempo.

La sollecitazione di più esperienze corporee, unite all’emozione della scoperta e alla sua attiva partecipazione, fa si che si crei un circolo virtuoso di apprendimento che farà sì che il ricordo di quanto vissuto rimanga più a lungo nelle sue memorie.

Il bambino nella fattoria didattica apprende con tutto se stesso, mentre fa e vive delle azioni con il proprio corpo, le proprie sensazioni ed le emozioni ad esse associate. È anche un’occasione per intrecciare i fili delle memorie di più generazioni. Chi si occupa del benessere psicologico dei più piccini conosce bene la curiosità dei bambini di conoscere le proprie origini e di conseguenza l’importanza di raccontare loro da dove veniamo e come è cambiato il modo di vivere nel tempo.

Per i genitori che hanno radici contadine si apre la possibilità di raccontare episodi della propria infanzia o di quella dei propri genitori rendendo nuovamente partecipe il bambino della propria storia. Infine è un’esperienza privilegiata per stare con il proprio bambino, condividere con lui emozioni, stupore e semplicità, rallentando il ritmo, assaporando sapori semplici e genuini, dimenticando almeno per un pomeriggio le incombenze lavorative e lasciare che il tempo trascorra lento.

Morterone: il secondo comune italiano più piccolo per popolazione

Morterone: il secondo comune italiano più piccolo per popolazione

Situato ai piedi del Resegone, il comune di Morterone conta 34 abitanti.

Ha perso il primato di comune più piccolo nel 2017, superato da Moncenisio, un piccolo borgo piemontese, dove risiedono 30 persone.  La valle che lo accoglie è talmente isolata da prendere il nome di valle Remota. Ricco di boschi e sentieri è il luogo perfetto per trascorrere lunghe giornate all’insegna del più totale relax.

Le atmosfere di un tempo ormai passato aleggiano su tutto il paese attribuendogli un incredibile fascino. Si contano circa una dozzina di case per un territorio di circa 13 km quadrati. Un piccolo gioiello incastonato tra le valli.

Una chicca assoluta di questo comune è il Museo di Arte Contemporanea all’Aperto nato per volontà dell’Associazione Culturale Amici del Morterone. Opere di pittura e di scultura di artisti italiani e non sono esposte sotto il cielo del Morterone.

Il comune di Morterone dista circa 20 km dalla nostra sede. Il Valsassina Country Festival diventa un’occasione imperdibile per visitare questo bellissimo paesino.